Programmare nel rugby di base: UNDER 10

Condivisione di strumenti per programmare la nuova stagione sportiva a misura del gruppo squadra.

Questo terzo articolo dedicato all’osservazione e alla programmazione per la nuova stagione sportiva prende in considerazione la categoria Under 10.

Il format degli articoli per le varie categorie è il medesimo, in modo che siano facilmente fruibili anche singolarmente e che non sia necessario seguire l’ordine di pubblicazione.

Le considerazioni da fare all’inizio dell’anno sono quindi le stesse esposte per le categorie Under 6 e Under 8 nei due precedenti articoli che invito a consultare, per ulteriori  approfondimenti.

Da dove iniziare

Come per qualsiasi categoria allenata, le domande a cui dovremmo cercare di dare risposta sono le seguenti:

  1. Chi sono i giocatori Under 10?
  2. Chi sono “I MIEI” giocatori Under 10?

A. La prima domanda è piuttosto generale e per rispondere è necessario prendere in considerazione la tappa di sviluppo nella quale si trovano i bambini nell’età della categoria in questione, che è la naturale prosecuzione di quanto iniziato in Under 8.

Considerando ogni area di funzionamento, è possibile individuare le principali caratteristiche tipiche di questa fascia di età.

Area cognitiva

  • In questa fascia d’età, il pensiero del bambino diviene più logico e razionale e acquisisce una maggiore flessibilità.
  • La distinzione tra realtà e fantasia è ormai netta.
  • Si riesce ad analizzare la realtà.
  • Aumentano le capacità di operare un ragionamento logico.
  • Migliora ulteriormente la capacità di risolvere problemi concreti (l’allenatore può perciò proporre tutte quelle attività che comportano l’impiego di tale capacità per la risoluzione di problemi motori). Il bambino riesce quindi a pensare in modo logico, ma su aspetti concreti, di cui ha diretta esperienza, senza astrazioni.
  • I bambini iniziano a divenire sempre più capaci di prevedere lo svolgimento di un’azione e di anticiparne le conseguenze (si può quindi iniziare a esercitare meglio questa capacità nelle situazioni di gioco nel rugby).

Area motoria

  • Nella categoria precedente, i bambini hanno iniziato a sviluppare la percezione della tridimensionalità del loro corpo, sia in posizione statica, sia in movimento. Potendo rappresentare mentalmente il proprio corpo, in questa fase riescono a eseguire movimenti dei diversi segmenti corporei in maniera sempre più controllata e coordinata.
  • I bambini si trovano nella piena fase sensibile per lo  sviluppo delle capacità di:

apprendimento motorio (la capacità di apprendere nuove abilità);

ritmo (saper regolare il ritmo di esecuzione dei movimenti a seconda delle situazioni);

reazione (eseguire un’azione in risposta a stimoli di diverso tipo: visivi, uditivi, tattili,…);

fantasia motoria (risolvere un problema motorio con soluzioni  personali e originali);

discriminazione vestibolare e cinestesica, che consentono di percepire correttamente la posizione del proprio corpo nello spazio e di utilizzare tale percezione come base per il controllo dei movimenti.

  • Dal punto di vista organico-muscolare, è possibile sfruttare la fase sensibile in particolare per l’allenamento di:

rapidità;

mobilità articolare (statica e dinamica);

agilità;

aggiungendo un lavoro dedicato allo sviluppo della forza a carico naturale adeguato all’età dei bambini e della resistenza, da sviluppare attraverso il gioco (quindi non come “resistenza di lunga durata” senza interruzioni, ma piuttosto come miglioramento della capacità di recupero tra un’azione e l’altra, con un’opportuna gestione delle pause).

Le “fasi sensibili” sono periodi particolari nello sviluppo psicomotorio dell’individuo, durante i quali la possibilità di miglioramento di alcune capacità è massima, rispetto ad altri periodi della vita.

Area sociale

  • L’egocentrismo, in questa  fase, si riduce sensibilmente  e i bambini diventano capaci di comprendere il punto di vista altrui.
  • Aumentano le competenze sociali, nel rapporto con i coetanei (il bambino si confronta con gli altri), nei giochi di gruppo o di squadra, nella capacità di collaborare.

Area affettivo-relazionale

  • Come nella fascia d’età precedente, è importante che i bambini costruiscano un’opinione positiva di se stessi e che acquisiscano fiducia nelle proprie capacità, misurandosi con attività leggermente al di sopra delle proprie possibilità, ma comunque alla loro portata, che sostengano la motivazione.
  • A questa età, riescono maggiormente a immedesimarsi negli stati d’animo altrui e a comprendere le opinioni degli altri.
  • I bambini Under 10 sono inoltre generalmente in grado di riconoscere meglio ed esprimere le loro personali emozioni, imparando man mano a gestirle, con l’aiuto della figura adulta.

Area dell’autonomia

  • È data per acquisita l’autonomia personale in quanto a igiene e cura di sé (in caso contrario, fare riferimento ad obiettivi per la categoria precedente).
  • Potendo contare su una maggiore capacità di pensiero logico, è possibile puntare all’autonomia nella gestione del proprio comportamento, insegnando ad esempio ad adottare comportamenti adeguati  per la sicurezza propria e altrui, proseguendo il lavoro iniziato nella categoria precedente.

Area della comunicazione

Per questa area vale quanto esposto per la categoria precedente, con alcune integrazioni:

  • I bambini sono maggiormente consapevoli della successione dei movimenti compiuti e sono capaci di verbalizzarli, anche perché riescono a separare il pensiero dall’azione concreta.
  • Con la scolarizzazione, il linguaggio si arricchisce, sia per quanto riguarda l’apprendimento di nuove parole, sia per quanto riguarda la costruzione delle frasi e l’espressione, per cui è importante stimolare  i bambini in tal senso anche al campo. Essendo il rugby uno sport di squadra che richiede una grande capacità comunicativa (non solo verbale) tra i componenti della squadra, sarà  importante stimolare questa capacità sin da piccoli.
  • Inoltre si può maggiormente insistere, in questa fase, sulle regole per un uso sociale corretto della comunicazione (rispettare il proprio turno di parola, esprimere le proprie necessità in maniera civile e rispettosa, utilizzare un linguaggio adeguato).
  • Infine, è possibile stimolare maggiormente i bambini ad esprimersi davanti al gruppo, sia in maniera verbale, sia non verbale (anche nelle fasi di gioco, ad esempio, si può stimolare la comunicazione tra i bambini).

B. La seconda domanda (Chi sono “I MIEI” giocatori Under 10?) richiede all’allenatore di osservare il proprio gruppo di bambini nello specifico e di individuare le loro caratteristiche, rispetto a quelle di riferimento per la  fascia d’età considerata.

Le caratteristiche individuali, infatti, sono variabili (per particolarità genetiche, per influenze ambientali, ecc.) e non è detto che tutti i piccoli giocatori aderiscano alla perfezione al modello teorico esposto sopra… anzi, vi sono notevoli probabilità che non sia così.

Accanto alla conoscenza di quali siano le caratteristiche tipiche della fascia d’età considerata (elencate nel punto A.), è necessario osservare i singoli individui ed effettuare una registrazione dei dati che rileviamo. In questo modo, avremo una visione sufficientemente ampia per capire quali siano i bisogni del nostro gruppo-squadra, dei singoli individui e in quali aree.

Le schede di osservazione per l’Under 10, che propongo in allegato, riportano vari indicatori suddivisi per aree di funzionamento.

Senza nessuna pretesa di scientificità, si tratta di strumenti pratici che consentono di tradurre le generalizzazioni (“il bambino è distratto”, “il bambino è goffo”…) in azioni osservabili, per orientare la propria attenzione su aspetti concreti e circoscrivibili.

La griglia strutturata rappresenta uno strumento che coniuga la praticità d’uso con la necessità di “fissare le informazioni” senza far ricorso alla memoria, con il rischio di eventuali “distorsioni”. Inoltre, restringe il campo di osservazione, perché non sarebbe possibile per un allenatore osservare e analizzare informazioni su tutti gli aspetti della persona.

L’allenatore potrà quindi focalizzare la propria attenzione sulle caratteristiche principali dei giocatori in diverse aree, scegliere con criterio quali obiettivi conseguire e poi poterli valutare (“cosa è cambiato dal prima al dopo?”).

La griglia deve affiancare, ovviamente, le abilità relazionali dell’allenatore, la sua empatia, ed eventuali altre misurazioni oggettive. Non è uno strumento esaustivo di tutte le possibili forme di espressione di ogni capacità, per ovvie ragioni di complessità, ma contiene le principali manifestazioni che un allenatore di rugby può osservare nel suo gruppo di piccoli giocatori.

Non si richiede di arrivare a livelli di dettaglio estremi di osservazione e valutazione, perché ciò non sarebbe logisticamente possibile e richiederebbe troppo tempo ed energie.

Inoltre, ci saranno aspetti che si potranno osservare più approfonditamente e altri meno (come quelli relativi all’autostima e alla fiducia in se stessi, che emergono, ad esempio, parlando con il giocatore).

Come utilizzare le griglie di osservazione

L’allenatore potrà compilarle inserendo una valutazione numerica su una scala da 1 a 5, seguendo la legenda inclusa.

È opportuno fare il più possibile attenzione a quei fenomeni che possono inficiare l’osservazione e che ho spiegato in questo precedente articolo.

Per trarre conclusioni utili per la pratica, i dati andranno poi elaborati.

Sommando i punteggi ottenuti per ogni riga (Tobiettivo), ad esempio, e rappresentandoli graficamente, si avrà una visione di quali siano gli obiettivi su cui lavorare maggiormente a livello di gruppo-squadra, mentre sommando i punteggi in ciascuna colonna (Tarea) si potrà individuare quali bambini possiedano maggiori abilità/competenze nelle varie aree e quali siano quelli più deboli da questo punto di vista.

A partire da questi dati e dalle considerazioni che ne scaturiranno, sarà possibile programmare la stagione sportiva, in termini di obiettivi da raggiungere, a partire dai requisiti che i bambini già possiedono e che avremo avuto modo di osservare e rilevare.

L’allenatore può modificare gli indicatori, adattandoli al suo gruppo, e inserire gli obiettivi specifici del rugby (che volutamente non ho indicato in griglia), relativi alla categoria Under 10.

Se necessario, si può fare riferimento agli indicatori per categorie inferiori, in caso di mancata acquisizione di alcune abilità nelle fasi precedenti.

Nella griglia relativa all’area motoria sono evidenziate le fasi sensibili (margini e piena fase sensibile).

Consiglio un’attenta lettura iniziale degli indicatori, ma un’osservazione di circa 4 settimane per compilare le griglie, che andranno riconsiderate per nuove valutazioni periodiche nel corso dell’anno per orientare l’azione didattica, e poi alla fine della stagione sportiva, per valutare i risultati.

La programmazione che scaturisce dall’osservazione è flessibile e non rigida: se dovessero presentarsi particolari esigenze e condizioni, sulla base delle risposte dei giocatori alle attività, l’allenatore può e dovrebbe rivedere ciò che aveva inizialmente programmato.

Infine, è necessario che la programmazione dell’allenatore sia condivisa con le famiglie dei piccoli giocatori, perché conterrà molti obiettivi che si conseguono lavorando INSIEME (“La stessa meta”!).

Condividere per progredire

Le griglie di osservazione per la categoria Under 10 sono scaricabili cliccando sul pulsante di download  sottostante e ne illustro l’utilizzo in questo video.

Sono fornite in formato .pdf, ma possono essere richieste gratuitamente come foglio di calcolo editabile, (con la possibilità, quindi, di elaborare i dati raccolti), contattandomi via e-mail, Facebook, Instagram.

Per qualsiasi chiarimento sull’utilizzo di questi strumenti, dubbio, suggerimento, critica (costruttiva!), rimando alla sezione “contatti” di questo blog.

Buon lavoro!

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