Programmare nel rugby di base: UNDER 8

Condivisione di strumenti per programmare la nuova stagione sportiva a misura del gruppo squadra.

Il secondo articolo dedicato all’osservazione e alla programmazione per la nuova stagione sportiva prende in considerazione la categoria Under 8.

Le considerazioni da fare all’inizio dell’anno sono le stesse esposte per la categoria Under 6, spiegate nel dettaglio in questo precedente articolo, che invito a consultare.

Da dove iniziare

Come per qualsiasi categoria allenata, le domande a cui dovremmo cercare di dare risposta sono le seguenti:

  1. Chi sono i giocatori Under 8?
  2. Chi sono “I MIEI” giocatori Under 8?

A. La prima domanda è piuttosto generale e per rispondere è necessario prendere in considerazione la tappa di sviluppo nella quale si trovano i bambini nell’età della categoria in questione.

Considerando ogni area di funzionamento, è possibile individuare le principali caratteristiche tipiche di questa fascia di età.

Area cognitiva

  • Rispetto alla fascia d’età precedente, il pensiero dei bambini diviene gradualmente più flessibile.
  • La capacità di distinguere la realtà dalla fantasia diventa più evidente.
  • Si acquisisce il concetto di reversibilità: il bambino comprende che può annullare gli effetti di un’operazione compiendone una inversa.
  • Si acquisisce gradualmente la capacità di operare in maniera logica, nella risoluzione di problemi concreti (l’allenatore può perciò proporre tutte quelle attività che comportano l’impiego di tale capacità per la risoluzione di problemi motori). Il bambino riesce quindi a pensare in modo logico, ma su aspetti concreti, di cui ha diretta esperienza, senza astrazioni.
  • Vi sono ancora difficoltà ad applicare le proprie competenze a situazioni astratte. (Tener conto di questo nelle spiegazioni).
  • Riescono a percepire e valutare meglio il tempo e le distanze.
  • In questa fascia d’età, i bambini iniziano a sviluppare la percezione della tridimensionalità del loro corpo (“il volume, lo spazio fisico che esso occupa”), sia in posizione statica, sia quando si muovono.
  • In questo stadio, infatti, definiscono meglio la rappresentazione mentale del proprio corpo in movimento (schema corporeo dinamico).
  • Il corpo diventa il punto di riferimento per operare molte distinzioni (destra-sinistra, in alto-in basso, davanti-dietro, vicino-lontano…): inizia a svilupparsi, quindi, l’orientamento nello spazio (che, nel caso del rugby, è lo spazio di gioco).

Area motoria

  • Migliora la coordinazione dei diversi segmenti corporei.
  • Migliora la capacità di apprendere nuove abilità motorie e di correggere e modificare il movimento. L’allenatore dovrebbe tener conto di ciò, proponendo diverse varianti delle varie sequenze motorie, sulle quali costruire nuove abilità.
  • I bambini individuano destra e sinistra sulle altre persone, sugli oggetti e nello spazio (quindi anche in campo).
  • In Under 8, inizia la fase sensibile per lo sviluppo di diverse capacità coordinative, come indicato nella griglia allegata: apprendimento e controllo motorio, combinazione, differenziazione, equilibrio, orientamento, ritmo, reazione, fantasia motoria.
  • Si è ancora in fase sensibile per l’affinamento delle capacità sensopercettive (che inizia in Under 6).
  • Si può iniziare a sviluppare resistenza, rapidità e agilità con attività e giochi adeguati alla fascia d’età.

Le “fasi sensibili” sono periodi particolari nello sviluppo psicomotorio dell’individuo, durante i quali la possibilità di miglioramento di alcune capacità è massima, rispetto ad altri periodi della vita.

Area sociale

  • In questa fascia d’età, il pensiero diviene meno egocentrico, anche se vi sono ancora alcune difficoltà a comprendere il punto di vista altrui. Permangono delle difficoltà a immedesimarsi in qualcun altro per comprenderne, ad esempio, le difficoltà e gli stati d’animo (tener conto di questo, ad esempio nell’approccio per la mediazione dei litigi tra bambini).
  • Aumentano le competenze di tipo sociale, nel rapporto con i coetanei (il bambino si confronta con gli altri), nei giochi di gruppo o di squadra, nella capacità di collaborare.

Area affettivo-relazionale

  • In questa fase, il bambino necessita ancora della mediazione dell’adulto per gestire le emozioni, soprattutto negative (frustrazione, rabbia, paura,…).
  • È importante che il bambino inizi a costruire un’opinione positiva di sé e che acquisisca fiducia nelle proprie capacità, misurandosi con attività leggermente al di sopra delle proprie possibilità, ma comunque alla sua portata, che sostengano la motivazione.

Area dell’autonomia

  • Aumenta il grado di autonomia personale rispetto alla fase precedente: oltre ad occuparsi della propria igiene personale e di cambiarsi in autonomia, i bambini possono iniziare a comprendere come utilizzare correttamente attrezzature e spazi e le regole per la sicurezza di tutti.

Area della comunicazione

  • I bambini sono maggiormente consapevoli della successione dei movimenti compiuti e sono capaci di verbalizzarli, anche perché riescono a separare il pensiero dall’azione concreta.
  • Con la scolarizzazione, peraltro, il linguaggio si arricchisce, sia per quanto riguarda l’apprendimento di nuove parole, sia per quanto riguarda la costruzione delle frasi e l’espressione, per cui è importante stimolare  i bambini in tal senso anche al campo. Essendo il rugby uno sport che richiede una grande capacità comunicativa (non solo verbale) tra i componenti della squadra, sarà  importante stimolare questa capacità sin da piccoli.

B. La seconda domanda (Chi sono “I MIEI” giocatori Under 8?) richiede all’allenatore di osservare il proprio gruppo di bambini nello specifico e di individuare le loro caratteristiche, rispetto a quelle di riferimento per la  fascia d’età considerata.

Le caratteristiche individuali, infatti, sono variabili (per particolarità genetiche, per influenze ambientali, ecc.) e non è detto che tutti i piccoli giocatori aderiscano alla perfezione al modello teorico esposto sopra… anzi, vi sono notevoli probabilità che non sia così.

Accanto alla conoscenza di quali siano le caratteristiche tipiche della fascia d’età considerata (elencate nel punto A.), è necessario osservare i singoli individui ed effettuare una registrazione dei dati che rileviamo. In questo modo, avremo una visione sufficientemente ampia per capire quali siano i bisogni del nostro gruppo-squadra, dei singoli individui e in quali aree.

Le schede di osservazione per l’Under 8, che propongo in allegato, riportano vari indicatori suddivisi per aree di funzionamento.

Senza nessuna pretesa di scientificità, si tratta di strumenti pratici che consentono di tradurre le generalizzazioni (“il bambino è distratto”, “il bambino è goffo”…) in azioni osservabili, per orientare la propria attenzione su aspetti concreti e circoscrivibili.

La griglia strutturata rappresenta uno strumento che coniuga la praticità d’uso con la necessità di “fissare le informazioni” senza far ricorso alla memoria, con il rischio di eventuali “distorsioni”. Inoltre, restringe il campo di osservazione, perché non sarebbe possibile per un allenatore osservare e analizzare informazioni su tutti gli aspetti della persona.

L’allenatore potrà quindi focalizzare la propria attenzione sulle caratteristiche principali dei giocatori in diverse aree, scegliere con criterio quali obiettivi conseguire e poi poterli valutare (“cosa è cambiato dal prima al dopo?”).

La griglia deve affiancare, ovviamente, le abilità relazionali dell’allenatore, la sua empatia, ed eventuali altre misurazioni oggettive. Non è uno strumento esaustivo di tutte le possibili forme di espressione di ogni capacità, per ovvie ragioni di complessità, ma contiene le principali manifestazioni che un allenatore di rugby può osservare nel suo gruppo di piccoli giocatori.

Non si richiede di arrivare a livelli di dettaglio estremi di osservazione e valutazione, perché ciò non sarebbe logisticamente possibile e richiederebbe troppo tempo ed energie.

Inoltre, ci saranno aspetti che si potranno osservare più approfonditamente e altri meno (come quelli relativi all’autostima e alla fiducia in se stessi, che emergono, ad esempio, parlando con il giocatore).

Come utilizzare le griglie di osservazione

L’allenatore potrà compilarle inserendo una valutazione numerica su una scala da 1 a 5, seguendo la legenda inclusa.

È opportuno fare il più possibile attenzione a quei fenomeni che possono inficiare l’osservazione e che ho spiegato in questo precedente articolo.

Per trarre conclusioni utili per la pratica, i dati andranno poi elaborati.

Sommando i punteggi ottenuti per ogni riga (Tobiettivo), ad esempio, e rappresentandoli graficamente, si avrà una visione di quali siano gli obiettivi su cui lavorare maggiormente a livello di gruppo-squadra, mentre sommando i punteggi in ciascuna colonna (Tarea) si potrà individuare quali bambini possiedano maggiori abilità/competenze nelle varie aree e quali siano quelli più deboli da questo punto di vista.

A partire da questi dati e dalle considerazioni che ne scaturiranno, sarà possibile programmare la stagione sportiva, in termini di obiettivi da raggiungere, a partire dai requisiti che i bambini già possiedono e che avremo avuto modo di osservare e rilevare.

L’allenatore può modificare gli indicatori, adattandoli al suo gruppo, e inserire gli obiettivi specifici del rugby (che volutamente non ho indicato in griglia), relativi alla categoria Under 8.

Se necessario, si può fare riferimento agli indicatori per la categoria inferiore (Under 6), in caso di mancata acquisizione di alcune abilità nelle fasi precedenti.

Nella griglia relativa all’area motoria sono evidenziate le fasi sensibili (margini e piena fase sensibile).

Consiglio un’attenta lettura iniziale degli indicatori, ma un’osservazione di circa 4 settimane per compilare le griglie, che andranno riconsiderate per nuove valutazioni periodiche nel corso dell’anno per orientare l’azione didattica, e poi alla fine della stagione sportiva, per valutare i risultati.

La programmazione che scaturisce dall’osservazione è flessibile e non rigida: se dovessero presentarsi particolari esigenze e condizioni, sulla base delle risposte dei giocatori alle attività, l’allenatore può e dovrebbe rivedere ciò che aveva inizialmente programmato.

Infine, è necessario che la programmazione dell’allenatore sia condivisa con le famiglie dei piccoli giocatori, perché conterrà molti obiettivi che si conseguono lavorando INSIEME (“La stessa meta”!).

Condividere per progredire

Le griglie di osservazione per la categoria Under 8 sono scaricabili cliccando sul pulsante di download sottostante e ne illustro l’utilizzo in questo video.

Sono fornite in formato .pdf, ma possono essere richieste gratuitamente come foglio di calcolo editabile, (con la possibilità, quindi, di elaborare i dati raccolti), contattandomi via e-mail, Facebook, Instagram.

Per qualsiasi chiarimento sull’utilizzo di questi strumenti, dubbio, suggerimento, critica (costruttiva!), rimando alla sezione “contatti” di questo blog.

Buon lavoro!

2 pensieri riguardo “Programmare nel rugby di base: UNDER 8”

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